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Cambiare le vecchie abitudini porta sempre un po’ di scompiglio. Nella mia esperienza, maggiore è l’età, maggiore è il turbamento. A scuola mia l’età media è ben oltre i 50, quindi fate voi…

La nuova modulistica è dunque un bel grattacapo, anche a causa di tutti quei termini tecnici dal suono ostico (PECUP suona minacciosamente come HICCUP, che in inglese vuol dire “singhiozzo”).

Nel tentativo di rendermi utile ho provato a fare un tutorial di sintesi con la mia interpretazione delle istruzioni. Naturalmente è molto migliorabile (soprattutto il microfono), ma poiché la Dirigente mi ha detto che più o meno ci ho imbroccato, lo condivido con voi.

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Quando dico “competenze” ogni tanto mi becco un’occhiataccia da qualcuno che non ama le mode didattiche, solo che questa non è più una moda: il concetto fa ormai parte da anni del linguaggio internazionale. C’è però ancora tanta confusione e le definizioni non sono sempre chiare né univoche.

A me è venuto in mente questo esempio, che forse spiega meglio di tanti giri di parole.

Mettiamo che ai nostri studenti adolescenti venga voglia di recarsi a Venezia in treno, magari per Carnevale. Siamo sicuri che sappiano come fare? Io non tanto, dopo aver scoperto che la maggior parte di loro si è sempre fatto/a scarrozzare in macchina da mamma e papà…

Dunque: predisponiamo la nostra bella Progettazione!

COMPETENZA:  Andare autonomamente in gita usando le Ferrovie dello Stato (sì, da buona Statale sono di parte)

ABILITA’: Saper consultare un orario (cartaceo, in rete o l’app); saper scroccare i soldi a mamma; saper pagare in euro (questa è un po’ esagerata, lo confesso, ma devo pure riempire la riga); se trovo la fila in stazione, saper fare il biglietto alla macchinetta.

CONOSCENZE: Il libretto degli orari; somme e addizioni per controllare il resto; la punizione se perdo l’ultimo treno di ritorno.

Il “Risultato di apprendimento” è che a Venezia ci arrivano tutti. Se così è, hanno svolto un bel “Compito della realtà”. Bravi!

E’ brutta, diciamocelo francamente. E francamente qualcuno l’ha detto al Ministero, perché sostengono di averla rinnovata. Speriamo di sì, perché i filtri antispam proprio non funzionano! L’aspetto è rimasto identico – graficamente non proprio una meraviglia – ma lo spazio è aumentato.

C’è anche una nuova regola: se la casella di posta non verrà visitata per 9 (nove) mesi di fila, sarà disattivata.

“Qual è il problema?” Vi chiederete. “Non ne sentirò la mancanza”. E invece vi sbagliate, perché la casella è diventata ancora più importante.

E’ importante perché potreste aver bisogno di rinnovi password (per esempio se avete problemi su Polis).

E’ importante anche per le nuove proposte dell’editoria. Ricordate i famosi “eBook scaricabili“? Diverse case editrici vi riconoscono come docenti solo se fornite le credenziali della vostra casella di posta su istruzione.it. E lì dovrete andare a cliccare la conferma della registrazione su questo o quel portale dei vari editori. Altrimenti niente risorse extra: vi toccherà far finta di essere un allievo!