Archive for ottobre, 2011


Mi è stato chiesto di raccogliere eventuali “desiderata” riguardo le attrezzature tecniche/tecnologiche in dotazione alla scuola.

Fra le richieste che mi paiono più urgenti ci sono l’acquisto di un televisore + lettore DVD su carrello per il primo piano della Succursale (al secondo piano c’è un carrello con televisore che è utilizzabile su prenotazione e “parcheggiato” in biblioteca) e la sostituzione delle cuffie del laboratorio di lingue, sempre in Succursale.

Qualcuno ha suggerito di chiedere da subito un terzo televisore con lettore DVD in previsione dell’anno prossimo (avremo 3 classi in più… Dove saremo, dico io ?!?), ma sono sicura che avete molte altre cose da dire.

Aspetto dunque fiduciosa le vostre segnalazioni.

Mi chiede Silvia come fare per condividere file con gli allievi, in modo privato. Qui di seguito la mia esperienza e le mie conoscenze in materia.

1) Personalmente ho creato un “Google Site”, ovvero un sito gratuito su Google (quest’ultimo oltre al motore di ricerca e alle caselle di posta offre molti servizi gratuiti). Sul sito posso caricare i file che voglio, e gli studenti se li scaricano con un clic. Loro però non possono fare nulla: né caricare i loro materiali né commentare. Il sito dunque è a senso unico. Il mio sito è pubblico, ma sono sicura che esiste un’opzione per “privatizzare” il sito. Potete creare un “Google Site” da soli, ma non è facilissimo.

2) I blog sono popolarissimi fra gli insegnanti, soprattutto perché sono facili da creare e aggiornare. I blog per uso didattico sono soprattutto una specie di “registro di classe online”, dove i docenti annotano gli argomenti svolti e rispondono alle domande degli allievi tramite l’area riservata ai commenti dei lettori. Sul blog di solito si “linkano” le pagine web e i siti raccomandati dai docenti. Raramente si usa un blog gratuito per caricare file, perché non è quella la sua funzione primaria. Comunque WordPress, che è l’unico fornitore di blog gratuiti che ho provato a utilizzare, concede 3Gb di spazio per i “media” caricati (immagini, video, audio, presentazioni, ma anche i file testo).

WordPress permette di impostare un blog come privato (questo che state vedendo è pubblico); esso permette anche di avere diversi autori, quindi chiunque riceve il permesso può caricare file che diventano visibili a tutti i lettori del blog. I file non possono essere modificati ma solo aggiunti o cancellati (dall’amministratore o da chi li ha inseriti). Il blog diventa dunque un REPERTORIO di materiali, non un workshop, ovvero non un luogo per la costruzione collettiva di un testo.

Altri fornitori molto popolari di blog sono Splinder e Blogspot (che è anch’esso una creatura di Google)

3) Se si vuole creare un testo a molte mani, l’ideale è un “Google Doc”, ovvero un documento Google (servizio gratuito). Si tratta di un documento che esiste solo online, e cui si può accedere in qualsiasi momento da qualsiasi strumento che sia connesso alla rete. Vi possono accedere e lavorare fino a 50 persone contemporaneamente (vero, ho provato con una classe: 25 alunni a lavorare tutti insieme sullo stesso file in lab informatico in succursale – l’unico problema era che si cancellavano le frasi l’uno con l’altro per dispetto…). La cosa più divertente (per i ragazzini) è che mentre lavori puoi chattare con le persone che in quel momento sono attive sul file.

Al googledoc accede solo chi ha avuto il permesso. Lo si può anche impostare come privato, quindi è ideale per il lavoro scolastico. L’unico limite serio è che non deve essere molto “pesante”. Io ho provato la scrittura collettiva di un ricettario in inglese, con tanto di foto, solo per scoprire alla fine che non riuscivo più né a stamparlo né a salvarlo sul mio PC. Documenti snelli, dunque, e senza immagini o formattazioni raffinate (vanno poi aggiunte altrove).

4) Una soluzione molto semplice e molto intelligente è stata trovata dalla nostra collega G.S., la quale ha creato una casella di posta gratuita per una classe e ha distribuito la password di accesso a tutti gli allievi. All’interno della casella si trovano le mail di tutti gli allievi, ma nessun esterno vi può accedere. In questo modo gli allievi e la docente si spediscono reciprocamente i file come allegato, in uno spazio collettivo ma perfettamente protetto.

Il grande vantaggio di questo sistema è che tutti sanno già usare una casella di posta, quindi non bisogna passare ore al computer per imparare come si crea un blog, un sito o un Google Doc.

5) Quando si ha per le mani un progetto scolastico importante, o si vuole uno spazio che duri nel tempo e abbia una forte interattività (possibilità di creare a più mani, possibilità di caricare e scaricare contenuti + forum/commenti ecc.), la soluzione è un Wiki. Si tratta dunque di un vero e proprio portale.

In rete esistono diversi wiki di tipo “educational”, ovvero pensati per l’uso didattico e dunque gratuiti per gli operatori della scuola. Io non ho mai provato a utilizzarli, ma in rete ce ne sono moltissimi che sono talvolta usati dalle scuole come sito istituzionale, talvolta da docenti ben informatizzati. Ultimamente mi è stato segnalato Joomla, che mi pare interessante ma di cui non so ancora nulla.

Sono sicura che questo elenco non è esaustivo e aspetto dunque i vostri contributi!

Perché un blog per la comunità dei docenti del Liceo Petrarca?

Perché a scuola è ormai necessario che le informazioni circolino più velocemente. Perché se vogliamo insegnare la tecnologia agli studenti dobbiamo imparare la tecnologia. Perché sono sicura che in molti campi ne sapete più di me e mi piacerebbe imparare. Perché anch’io posso condividere qui le conoscenze che nel frattempo ho sviluppato. Senza che ci inseguiamo reciprocamente per i corridoi (fisici) della scuola.

Perché un blog permette al chiunque legga di scrivere commenti, fare domande e ricevere risposte; permette anche a chi lo desideri di diventare collaboratore attivo, nella forma di co-editore ovvero autore di post (articoli) a propria firma. E’ dunque un perfetto strumento comunitario.

Infine perché il bambino in  noi potrebbe trovare la cosa divertente…